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Made in Italy

Ci limitiamo a riportare il nuovo testo di legge che deriva dal decreto Ronchi, senza commentare, senza urlare ad alta voce anche noi produciamo "Made in Italy", che tutti i nostri dipendenti sono Italiani, ma invitandoVi a vedere il nostro piccolo atelier, dove lavorano le nostre abili sarte, tutte rigorosamente Italiane:

S'intenderà "realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come Made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano"

Con l’avvenuta conversione in legge del DL di attuazione di obblighi e sentenze comunitarie, il cosiddetto “Decreto Ronchi”, divengono subito operative le nuove  disposizioni contenute nell’Art. 16  relative al “Made in Italy e prodotti interamente italiani”. Le disposizioni transitorie di 45 giorni previste, infatti, sono già scadute il 9 novembre scorso dato che stiamo parlando di un Decreto Legge e quindi divenuto operativo il giorno stesso della sua approvazione in Consiglio dei Ministri il 25 settembre u.s.

Quali i punti qualificanti?

Innanzi tutto l’introduzione dell’obbligo di indicare l'eventuale provenienza estera dei prodotti. Viene infatti esteso l’obbligo dell’indicazione dell’origine delle merci a tutti i proprietari e licenziatari di marchi che possa indurre il consumatore a credere erroneamente che le merci siano di origine italiana.


Non è più ammesso quindi che il marchio aziendale, se rischia di confondere il consumatore, non sia accompagnato dal made in …Non dimentichiamo che si tratta di un provvedimento a tutela del  consumatore.

Ed infatti vengono dissipate molte delle diatribe interpretative insorte e si cerca di assicurare un'efficace valorizzazione del prodotto interamente italiano.

Da non dimenticare infine che sono state inasprite le sanzioni a carico del produttore e del licenziatario che omettano di indicare l’origine estera dei prodotti: e purtroppo sono molti i marchi ed i produttori che si fregiano

del marchio made in Italy...

Ma la battaglia non è conclusa. Ora Governo, Parlamento

e Parti Sociali sono chiamate ad affrontare il problema della valorizzazione e quindi della tutela del 100% made in Italy, cioè di tutto ciò che viene volontariamente, consapevolmente e completamente prodotto nel nostro Paese.

E vogliamo che venga alzata la posta a livello di Unione Europea, perché la concorrenza, per essere leale, deve basarsi sulla trasparenza. Il consumatore deve sapere dove è stata prodotta una merce, di cosa è fatta, per poter valutare se il prezzo e a qualità sono congrui.